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Ansia, attacchi di panico e disturbi ad essi correlati sono molto frequenti e spesso rappresentano il motivo che spinge le persone a rivolgersi allo psicologo.

Ma come e perché si arriva dallo psicologo?

Alla mia età ancora non ho imparato a gestire l’ansia. In realtà sono molte le cose che non ho imparato e che nessuno mi ha spiegato. Ci insegnano le equazioni, Il cinque maggio a memoria, i nomi dei sette re di Roma, e nessuno ci chiarisce come affrontare le paure, in che modo accettare le delusioni, dove trovare il coraggio per sostenere un dolore. (Lorenzo Marone)

IL CORPO PARLA: CAPIAMOLO

Molto spesso si arriva nello studio dello psicologo dopo un iter medico/diagnostico. Succede infatti che il paziente, colpito da sintomi organici (sudorazioni, difficoltà a respirare, dolori al petto, ecc), venga tratto in inganno e attribuisca la sua sintomatologia a problematiche di natura organica. Il primo step, dunque, è la visita dal medico di base, il quale a volte propone alcuni accertamenti, per escludere patologie fisiche.

Frequentemente tali accertamenti non portano alcun esito “chiarificatore” e spesso è lo stesso medico di base a consigliare una consulenza psicologica. Si comincia dunque a dare un significato psicologico a sintomi che, in prima apparenza, sembrano di natura organica.

Nella mia esperienza, ho osservato che le persone arrivano da me interessate a comprendere le motivazioni del loro disturbo, con quesiti quali: perché si presenta l’attacco di panico? Come mai i sintomi d’ansia sono così improvvisi e imprevedibili?

Cercano poi delle possibili soluzioni: cosa posso fare per prevenirli, controllarli o evitarli?

Ma non solo! Le persone, quando mi chiedono una consulenza, hanno interesse a comprendere cosa c’è dietro all’attacco di panico o al disturbo d’ansia. Infatti, come ogni sintomo, l’attacco di panico è la rappresentazione di un malessere, collegato a qualcos’altro. E allora in stanza di terapia si può lavorare insieme su vari aspetti, che aiutano me e il paziente a far emergere “il significato” dell’attacco di panico.

Insieme si può lavorare su alcune tematiche, quali:

  • Da quanto tempo si verifica l’attacco di panico?
  • In quali luoghi?
  • In presenza di qualcuno in particolare?

L’attacco di panico è un episodio in cui è il nostro corpo a parlare, esprimendo una difficoltà, una sofferenza, un momento di forte stress. Ma i sintomi fisici, che spesso spaventano molto per la loro impetuosità, sono collegati a qualcosa che fa parte della nostra vita, dei nostri vissuti, delle nostre relazioni con gli altri.

Nel mio lavoro, utilizzando le tecniche e l’approccio della Terapia sistemico relazionale, vado ad osservare come il sintomo e gli attacchi di panico siano inseriti nel contesto relazionale dell’individuo, ricostruendo insieme a lui la storia delle sue relazioni. Proprio l’approccio sistemico relazionale sembra idoneo ad affrontare problematiche d’ansia che, molto spesso, hanno a che vedere con le tematiche dei legami e dell’indipendenza.